Ieri, alla Giornata Nazionale BBMRI, sono stati presentati i risultati del lavoro svolto dai gruppi di lavoro formati in occasione della giornata dello scorso anno. 140 i partecipanti, rappresentativi di 73 fra Istituzioni, Enti e Associazioni italiane. Ogni gruppo era formato da circa 30 partecipanti, che hanno lavorato su alcune tematiche specifiche: consenso informato, comitati etici, qualità. La nostra Associazione, presente nel gruppo di lavoro sul consenso informato, era rappresentata dalla Presidente, che è stata anche portavoce del gruppo nella restituzione finale.

L’esito dei lavori ha prodotto una definizione condivisa di biobanca, una matrice di riferimento per il consenso informato, un manuale di qualità per il biobancaggio e una serie innumerevole di altri goals. Il metodo di lavoro,

I risultati saranno presto disponibili sul sito BBMRI.it, evidenziando sopratutto il processo partecipativo grazie al quale si è potuti arrivare ai documenti conclusivi.

Perchè è stato importante questo percorso? Il consenso informato è da alcuni anni al centro di accesi dibattiti. Troppo spesso si riduce ad un foglio fatto firmare al paziente o al caregiver, senza che vi sia stata effettiva consapevolezza di quanto si firma o di quali diritti si concedano riguardo alla raccolta e all’utilizzo del proprio campione biologico.

Nel corso di questo anno passato, attraverso le webinar dedicate e grazie al lavoro di sintesi di Sara Casati, abbiamo evidenziato come dal punto di vista del paziente:
1. se debba essere consapevoli, essendo edotti con linguaggio chiaro e comprensibile, di chi sia il soggetto che ci chiede di conferire il campione e a quale scopo lo stia chiedendo;
2. siano definiti in maniera chiara l’ambito dell’utilizzo; la tracciabilità del campione (dove è, chi ce l’ha); come faccio ad accedere ai dati che riguardano il campione ma anche ad eventuali dati sanitari correlati; chi è responsabile della conservazione e del trattamento dei dati.
3. sia doveroso informare, con qualsiasi mezzo a disposizione, sui risultati delle ricerche effettuate sui campioni, sia pure condotte per scopi diversi da quelli specifici di patologia.

Questi punti sono stati presi in considerazione e inglobati nel documento finale, avendo trovato il consenso di tutti gli altri partecipanti. Un altro passo in avanti verso la tutela del paziente e dei suoi dati.

Nel corso della conferenza finale, come spunto di riflessione per i prossimi percorsi, le osservazioni che abbiamo portato all’attenzione di tutti sono state le seguenti:
a) sarebbe opportuno che ciascuna biobanca dichiarasse in maniera trasparente quanti campioni ha, specificando le singole patologie; quali studi sono stati effettuati su questi campioni e con quali risultati. Questo perchè se ci sono raccolte cospicue i singoli ricercatori possono essere incentivati a iniziare studi specifici sapendo di avere a disposizione una vasta gamma di scelta.
b) sarebbe interessante poter informare e formare i pazienti sulle biobanche e su quanto abbiamo discusso in questo anno, prevedendo giornate ad hoc, percorsi di formazione a distanza e presenza in giornate dedicate alle Associazioni.
c) sarebbe opportuno collegare le biobanche ad un sistema di registri di patologia per completare l’informazione offerta.

Ci auguriamo che una delle prossime Assemblee possa ospitare un rappresentante delle biobanche che possa spiegarci meglio il funzionamento delle biobanche e come e perchè biobancare.